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武神の夏安居 2018, BUJIN NO GEANGO

(ritiro estivo del dio della guerra)
4 agosto ~ 12 agosto 2018
Tempio Tenryuzanji, Cinte Tesino (TN)

4° GIORNO 

Stamani ci siamo svegliati alle 5.30 per cominciare la tipica giornata al Tenryuzanji con la meditazione nella Sala del Dharma: una giusta e sana preparazione per la mente, seguita, un’ora dopo da una attesissima colazione. Questo è ciò di cui avevamo bisogno per iniziare una giornata intensissima di allenamento.

Svolte le mansioni di pulizia, ci siamo preparati per la prima sessione di keiko della giornata: non c’è mente forte senza un corpo forte, perciò Seiun Sensei ci ha fatto riscaldare con gli esercizi di bocho, una dura tipologia di tecniche volte all’indurimenti degli arti e al potenziamento del nostro corpo. Dopo di che abbiamo rivisto le tecniche dell’8° Kyu del Kempo, praticate il giorno prima, parte di programma che abbia poi concluso nella seconda sessione pomeridiana.

Seiun Sensei ci ha trovati alquanto “rigido” nel realizzare tecniche che devono essere praticate in maniera cedevole, sottolineando di non confondere questo concetto con l’essere “molleggiati”. È importante avere fiducia nella tecnica che si sta apprendendo, e per questo bisogna trovare la forza di essere fiduciosi in se stessi, e ciò è essenziale per non lasciarsi abbattere dal dolore e dalla stanchezza, permettendo di aumentare la propria resistenza.

Un marzialista rigido tende a stancarsi e con il tempo a sgretolarsi.
Dobbiamo essere determinati a superare i nostri limiti fisici e mentali, soprattutto quando i nostri piedi toccano un tatami e quando indossiamo il nostro (sudatissimo) keiko gi, di fronte alla solenne immagine di Takamatsu Sensei e di tutto il nostro Lignaggio.

Il Pensiero di Chugi Senpai:

Giovani guerrieri crescono!
La giornata non è stata semplice fino ad ora, meditazione alle 5:30, 2 ore di keiko piuttosto intenso… ma con grande contentezza vedo che lo spirito è vivo e forte, non c’è abbattimento o sconfitta negli animi dei miei compagni più giovani, ma volontà di continuare con fermezza fino alla fine del percorso. Ora dopo il pranzo li vedo adoperarsi per migliorare il makiwara che hanno realizzato, un attrezzo di legno e corde che si usava nell’antichità per l’indurimento del corpo.