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Keiko - L'addestramento marziale

Il keiko nasce, quale pratica marziale, già nei tempi antichi. La tradizione vuole che avvenisse proprio durante queste sessioni la formazione completa del samurai, riguardante non solo la tecnica marziale e l’utilizzo di armi, ma anche di altri insegnamenti, quello medico-riequilibrativo e quello spirituale. Il keiko antico mirava infatti a educare l’apprendente affinché diventasse un guerriero a tutto tondo, sviluppato non solo sul versante del combattimento, ma anche su quello etico, in qualità di portatore di una serie di valori (butoku).

 

Se si dovesse dare una definizione concisa della parola keiko, essa potrebbe riassumersi come “addestramento marziale - fisico - mentale svolto in dojo”. Durante i keiko del Sakushinkan si allenano le tecniche marziali, la prestanza fisica e la parte mentale per formare deshi con capacità tecniche che siano accompagnate da una profonda consapevolezza e senso di responsabilità nei confronti del loro utilizzo. Il keiko si svolge tipicamente in dojo ed è caratterizzato, secondo la consuetudine dettata dalla tradizione, da una certa durezza e severità. Difatti, sebbene talvolta il comportamento del maestro possa apparire poco flessibile, il praticante dà piena fiducia al maestro applicandosi senza mettere in dubbio l’operato di chi insegna e mettendo tutto se stesso durante l’allenamento, sia mentalmente che fisicamente. E’ perciò compito del maestro far notare al praticante tutti gli errori commessi, l’attitudine corretta o meno del suo modo di praticare, il rispetto da portare al luogo e a tutti gli altri presenti: il rapporto tra maestro e allievo è quindi dei più stretti, nel senso che l’allievo si affida totalmente al maestro durante la pratica seguendone i consigli e le indicazioni. E’ proprio questa dedizione completa al keiko ed al maestro che spinge il deshi ad abbandonare i pensieri non pertinenti all’allenamento, in modo da trovare il giusto grado di concentrazione per l’apprendimento della disciplina.






Sempre nel solco della tradizione, il keiko prevede il rispetto dell’etichetta: tutto ciò che concerne il comportamento in dojo, dal rispetto del luogo a quello degli allievi più anziani, dal saluto iniziale e finale alla pulizia del dojo, fino all’uso il più possibile costante di uno stato di attenzione verso ciò che circonda, denominato zanshin. La costanza della pratica è uno degli elementi che più favoriscono la progressione non solo dell’apprendimento della disciplina, ma nutre anche il legame del deshi con il dojo, con il maestro e gli altri allievi e con la disciplina medesima.


 

E’ opportuno inoltre ricordare come, seguendo gli insegnamenti delle scuole antiche, il Sakushinkan continui a praticare anche il keiko nella natura. L’importanza di ciò si nota ad esempio nel contatto completo e totale con il “dojo” che è in questo caso l’ambiente natura e che diventa anch’esso “maestro”.

Il contatto totalizzante richiede di non temere gli elementi che lo costituiscono, a partire dall’acqua e dalla terra, pressoché costanti nell’allenamento all’esterno. Tale pratica è formativa anche perché più dura, non mediata e non preparata come può essere un dojo artificiale dotato della sua sicurezza. Alla natura bisogna adattarsi e coglierne l’utilità come luogo di pratica, l’energia che la permea e l’adeguatezza quale luogo di insegnamento e scambio.

Questa adeguatezza si manifesta come necessità, per il deshi, di praticare keiko in ogni situazione offerta dalla natura, mettendo alla prova se stessi con scenari diversi a difficoltà differenti che solo la natura offre e che, per la loro varietà, si possono considerare gli ambienti più formativi per l’apprendente.





Per questa lunga serie di motivi, la scuola Sakushinkan organizza allenamenti e Sesshin (ritiri plurigiornalieri) con keiko in natura, specialmente in ambienti montani che tanto sono legati alle radici della scuola stessa.

Infine, ricordiamo che nella filosofia della nostra scuola il keiko, inteso come pratica, continua anche all’esterno del dojo, dove in maniera forse ancora più rilevante devono allenarsi ed emergere le virtù del praticante marziale.


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